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Chernobyl e la nostra
Associazione
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primavera del 1986 una nube radioattiva si diffuse sull’Europa, a causa
di un grave incidente avvenuto nella centrale nucleare di Chernobyl. |

Diffusione della nube in
quota |
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Estensione della nube |
Per
una bizzarra sequenza di correnti aeree in quota, la nube si propagò
prima verso nord interessando i paesi baltici e quindi verso l’Europa
occidentale, lambendo anche l’Italia. |
| Nonostante
la centrale di Chernobyl fosse localizzata in Ucraina, il paese più
colpito dalla radioattività fu la confinante Bielorussia in cui si
registrarono le maggiori concentrazioni di cesio 137 e in particolare la
regione di Gomel, dove il villaggio di Vetka nelle sue immediate vicinanze
fu parzialmente evacuato. |

Posizione della
Bielorussia rispetto l'Unione Europea |
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Concentrazione di cesio
137 in Bielorussia |
In
un’ottica di produttivismo assoluto, i governi che via, via si sono
succeduti sia in Europa Orientale che in quella Occidentale, nonostante i
sostanziali cambiamenti avvenuti nel frattempo nelle rispettive strutture
politiche, hanno la concorde e tacita volontà di celare al pubblico,
quanto più possibile, le ripercussioni che l’energia nucleare ha
sull’ambiente e sulla popolazione. |
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Naturalmente,
lo scopo è quello di usufruire dell’economicità immediata
dell’energia nucleare, ignorando l’impatto presente e futuro sulla
società, soprattutto per l’impossibilità di smaltimento in natura
delle scorie nocive.
Passato
l'allarmismo e l’attenzione iniziale, la catastrofe di Chernobyl, in
particolare, è stata gradualmente dimenticata dai media.
Tuttavia,
a causa della progressiva diffusione delle particelle radioattive
nell’ambiente e nel circolo biologico/alimentare, le proporzioni dei
danni causati dal fall-out nucleare sulla popolazione della Bielorussia
sono destinate ad aumentare considerevolmente nel prossimo futuro con il
nuovo cambio generazionale.
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Sequenza dell'evoluzione
della nube radioattiva nei primi giorni dopo il fall-out |
| Inizialmente
si è registrata una massiccia emigrazione dalla regione di Gomel verso
aree meno inquinate, ma la crescente povertà economica causata dalla
catastrofe, costringe la fascia sociale
di ceto medio-basso di continuare a risiedere nel luogo di origine
convivendo in un’allucinante situazione dove tutto ciò che si tocca, si
respira e di cui ci si nutre è contaminato dalla radioattività. |
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Propagazione delle
particelle radioattive nel ciclo biologico |
In
questo contesto irrisanabile, si pone la nostra Associazione con
l’obbiettivo di contribuire con una piccola, ma grande azione.
E’
provato da studi medico-scientifici che durante l’età evolutiva,
l’essere sottratti alle radiazioni anche per brevi periodi annuali,
nutrendosi di cibo non inquinato, contribuisce considerevolmente a
limitare lo sviluppo di danni alla tiroide. |
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Persino
i discussi governi che si alternano alla guida della Bielorussia, hanno
istituzionalizzato a livello nazionale una catena di cosiddetti
“sanatori”, luoghi un po’ simili alle nostre ormai desuete “colonie”
maggiormente in uso anche in Italia tra la popolazione giovanile non
abbiente degli anni ’50-’60.
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Concentrazione di
radioattività nella regione di Gomel |
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Capacità di penetrazione
nei solidi dei diversi tipi di radiazione
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Tuttavia,
per la carenza di sufficienti strutture statali e per l’eccessiva povertà
sociale, il governo Bielorusso agevola l’affidamento temporaneo
all’estero fino ad un massimo di 3 mesi all'anno presso privati e
famiglie tramite le organizzazioni umanitarie di volontariato, sebbene la
maggioranza delle famiglie preferisca usualmente accogliere i bambini per circa 1 mese nel periodo
estivo. |
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Iniziata
l'attività su
iniziativa di una nostra socia dopo un suo viaggio in Bielorussia, dopo
aver consolidato una lunga esperienza attraverso le strutture di altre
organizzazioni con finalità simili, si è costituita l’Associazione
Strasolidale Insieme per i Bambini ottenendo di diritto il riconoscimento
di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale).
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| La
nostra Associazione
opera principalmente su due linee programmatiche: la principale è quella
di organizzare sul posto, in Bielorussia, interventi concreti su strutture
pubbliche, principalmente scuole, per consentire che il beneficio
venga esteso anche alla maggioranza della collettività minorile che non
ha la fortuna di usufruire dei viaggi all'estero, effettuando inoltre
consegne di materiale umanitario direttamente alle famiglie locali.
Contestualmente
promuoviamo
l’ospitalità dei bambini bielorussi in particolare presso le famiglie
del Veneto.
E'
noto anche in occidente, che in molti paesi poveri dell'est mancano
totalmente i servizi igienico-sanitari non solo nelle case private, ma
anche negli edifici pubblici e nelle scuole, costringendo di fatto gli
scolari ad uscire all'aperto per i propri bisogni corporali, anche durante
il rigido inverno.
L'emancipazione
di una popolo è generalmente frenata dalla mancanza di strutture che
rendano possibile vivere la propria quotidianità in maniera decorosa.
E'
per questa consapevolezza che tramite un'altra organizzazione, prima della
formalizzazione della nostra struttura associativa in maniera autonoma,
abbiamo ristrutturato totalmente i bagni della scuola elementare del
villaggio di Prisno, vicino a Vetka, regione di Gomel. |
| Inoltre,
abbiamo partecipato assieme ad
altre associazioni italiane e non (in particolare con
l'Associazione Planeta Onlus di Desenzano del Garda), alla ristrutturazione di uno dei sanatori
che si trova a circa 10 kilometri da Minsk e che si chiama Colonia Planeta. |
Ingresso principale alla
Colonia Planeta |
| La
volontà di estendere gli interventi umanitari sul luogo, ci
differenzia da altre associazioni locali operanti nello stesso ambiente,
ma che dedicano i tutti i fondi raccolti al solo progetto di ospitalità
in Italia.
Su
350.000 domande annuali di soggiorno terapeutico all'estero presentate da
famiglie di minori bielorussi, soltanto 50-60.000 circa riescono ad essere
accolte principalmente dall'Italia e dai paesi Scandinavi, maggiormente
sensibili al Progetto Chernobyl. |
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Ubicazione di
San Pietro di Stra |
Con sede
a San Pietro di Stra , una piccola località situata sul confine tra le
province di Venezia e Padova (da cui il nome che evoca la nostra città e
contemporaneamente con un gioco di parole richiama ad un impegno
superlativo), l’Associazione
Strasolidale Insieme per i Bambini crea un ponte solidale tra l’abbondanza del modello di vita della
Riviera del Brenta e le necessità della popolazione della regione di
Gomel, così duramente colpita dalla catastrofe di Chernobyl.
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L’Associazione
si rivolge a quella fascia di
Italiani con una sensibilità sociale e una preparazione culturale, che la
rende consapevole che non può esistere un reale progresso e cooperazione
tra i popoli, senza l’annullamento delle disparità tra i paesi
economicamente più progrediti e quelli più poveri e sfortunati ed è
disposta a dimostrare questo principio basilare con un impegno concreto e
non soltanto teorico.
Un
incaricato della nostra Associazione si reca ogni anno in Bielorussia per
selezionare direttamente, attraverso la struttura scolastica locale, i
bambini da invitare per il soggiorno estivo in Italia.
Per
quanto la radioattività colpisca indistintamente la popolazione di
qualsiasi ceto sociale, nel limite delle proprie possibilità il nostro
inviato ha cura di selezionare i bambini più bisognosi contrastando,
talvolta, la naturale tendenza dei funzionari locali a proporre bambini in
condizioni migliori della media, in modo tale da non spaventare troppo le
famiglie ospitanti italiane e fornire all’estero un’immagine più
dignitosa del loro Paese.
E'
comunque bene chiarire che, nonostante siano ovviamente soggetti al
rischio potenziale di danni fisici derivanti dalla prolungata esposizione
alla radioattività, tutti i bambini ospiti sono sani: cioè non
presentano alcun sintomo di patologie evidenti o nascoste, sono in buone
condizioni igienico-sanitarie e non hanno assolutamente alcuna malattia
trasmissibile ai membri della famiglia ospitante.
La
provenienza prioritaria dei bambini è, pertanto, dalle zone maggiormente
contaminate di Gomel e Vetka.
L’Associazione
organizza le formalità, i visti per l’espatrio e il viaggio aereo in
Italia, coordinando la condivisione del volo charter con altre
associazione umanitarie con i medesimi fini, economizzando così le spese.
Alcuni
incontri preparatori vengono tenuti tra i soci prima dell'arrivo dei
bambini, per dare alle famiglie ospitanti dei consigli utili per
affrontare praticamente l'inserimento dei nuovi venuti.
In
particolare, è bene evitare che i bambini bielorussi, abbagliati
dall'abbondanza di disponibilità e mezzi rispetto a quella a cui sono
abituati, percepiscano un'immagine sbagliata del nostro Paese
assimilando abitudini consumistiche.
Durante
la loro permanenza presso le famiglie italiane, i giovani ospiti sono
coperti da un’assicurazione sanitaria espressamente stipulata con la
Regione Veneto e al pari dei cittadini italiani,
usufruiscono di tutte le cure mediche in caso di eventuali infortuni e
malattie.
In
aggiunta, i bambini usufruiscono di una copertura assicurativa privata per
danni contro terzi e infortuni.
Alle
coppie ospitanti, che possono anche non essere rigorosamente legate da
vincoli matrimoniali, viene richiesto di associarsi e di farsi carico
delle
spese di viaggio e assicurazione dei bambini.
L’Associazione
prepara, inoltre, un calendario di prestazioni
mediche
e visite specialistiche, a scopo preventivo e diagnostico, presso studi e
strutture convenzionate per sopperire con le tecnologie scientifiche
disponibili in Italia ad eventuali carenze sanitarie nel loro paese di
origine.
Infine,
l’Associazione organizza nel periodo estivo numerose occasioni di
incontro con il molteplice fine, sia per i bambini bielorussi di mantenere
i contatti con i loro connazionali e con la loro lingua e
contemporaneamente di conoscere la cultura e le bellezze del nostro Paese,
sia per le famiglie ospitanti di usufruire di un’occasione di
socializzazione e confronto fra di loro. |
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